crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

giovedì 16 febbraio 2012

Mandorle amare














È come se lo avessi sempre saputo
-quel sapore rancido di mandorle amare
retro gusto d’afrore di violenza bestiale-
ritorna puntuale a bruciarmi la gola
nei racconti di vita raccolti per le strade
laddove il mandorlo vorrebbe essere fiore.

È come se d’improvviso la notte celasse
con pesanti coltri di Damasco gli orrori
e tu, Perla d’Oriente ormai senza lucore
stuprata, inaridita, dal ventre come pietra
negherai il fiore di una nuova primavera.

È amara impotenza che avvelena la vita.

...e sono ancora qui



…e poi nella notte della ragione
ho accarezzato sogni bastardi
cavaliere in arme ho combattuto
mulini a vento con parole inermi

[cento secondi di furiose erinni
hanno travolto anni di senno]

negli angoli sperduti dell’anima
ho raccattato i loro miseri resti
crisalidi abortite, riarse nell'ira
hanno perduto l'antica sicumera

quanto sapeva di gesso quell’odio
bevuto alla fonte della vendetta
Don Chisciotte dai versi pugnaci
ora disarcionato dal verbo letale

…e sono ancora qui Pierrot sospeso
in una bolla precaria d’onirico fiato

mercoledì 15 febbraio 2012

Ciondola le gambe, la luna puttana


Ciondola la luna le gambe diafane
sul colmo di una vasca di pece greca.

Quaranta le gasse d’amante sulla fune
calata di soppiatto per tornare a casa
fuggo straziando di pelle il canapo
lascerò sul cuscino tracce d’amore.

i sogni sanno essere cattivi
nelle notti orbe di stelle

Dondola ironico il lume sul banco
è pane azzimo il conforto dell’anima.

Perso a rincorrere improbabili gemme,
affamato d’amore nel vuoto pneumatico
di un’apnea notturna, annaspo al colmo
nella vasca lorda di nero mentre ti cerco.

Ciondola le gambe, la luna puttana.

Spesso la notte

Buccia

Cuore aquilone

È così semplice, dimmelo ancora

e tu dimmi perché
ancora la tua mano racconta brividi mai sopiti
e l’inverno del cuore indossa una coltre di neve calda
mentre gli occhi indugiano negli occhi il calmo fluire del desiderio

e spiegami ancora
com’è che nonostante la zoppia i fiati pareggino i passi
e sorrisi complici velati di circostanze irridano le curiosità maligne
di chi si perde nella ricerca affannosa di date e di numeri

e allora sì
sì è come allora, come sempre, forse come non è mai stato
stupiti noi di tanto ipocrita stupore quando le labbra si cercano
mentre gli sguardi scivolano sulla neve che imbianca i nostri anni

e’ così semplice
ma non lo spiegheremo, gelosi del nostro mordere il tempo
quando tutto sembrava iniquo ed avverso conquistando il domani
abbiamo cantato la stessa canzone con una voce sola ricordi le parole?

dimmelo ancora