crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

sabato 17 agosto 2013

Flashback di vento e spine

T’ho visto crescere piccolo rovo orgoglioso
delle tue acerbe spine color verderame
rotolavi sull'erg dell’insicurezza degli anni
rincorrendo arrogante falene adulatrici.

Ho inseguito il tuo respiro nelle stagioni
che imbrunivano inevitabili le tue difese.
Spine senza sangue ormai, secche e riarse
corazza immaginaria appesa all'omero.

Rosso di more e graffi nell'anima attendi
lo strazio dell’ultimo refolo di vento, ora.
Il deserto s’è innevato, trattiene il tuo aire
oltre le dune la pece del fondovalle è sirena.


Sarà canto del vento tra le spine.

domenica 4 agosto 2013

C'era una volta il blu

[i vecchi masticano i ricordi
come Andini coca tra i denti
e sputano il dolore sui piedi
come scorie di anni canuti]

Non serve. È illusorio placebo.
Penso, mentre immerso nel blu
tra laguna e cielo spolverato,
cerco un appiglio, un accento,
un sorso di memoria-rosolio
che lenisca lo sfregio del tempo.

Guardo il cielo. Il mare. Blu.

blu come le tute degli operai
che uscivano dai cancelli della Breda
…
blu come l’unico vestito elegante
che mentiva la tua età alla Domenica
…
blu come i jeans troppo stretti
che recitavano l’arroganza nei passi
…
Torno a masticar ricordi.

giovedì 1 agosto 2013

Senza paura (a fearless time)

Ho visto una rondine
dalle ali spezzate
arrancare testarda in cielo.

Ho visto un gabbiano
in arrogante delirio
credersi falco predatore.

Ho raccolto more e amore
e tra rovi sanguigni
ho perso le rose più belle.

Ho legato parole e versi 
ingabbiando frasi e pensieri
tra mura di carta vetrata.

Tutto come in un racconto
un film, una commedia,
un solo assito, un solo guitto.

-recita la paura specchiandosi-

Lo specchio è una cicatrice
taglia in due l’anima dolente
divisa e indecisa nella scelta.

-la paura è nata ieri, ma è figlia del domani-

So guys no fear, let’s go. Rock’n’ roll.


Facile a dirsi.

giovedì 25 luglio 2013

...e sò contento, sò...

3° classificato, Franco Pucci

Sempre coerente nelle scelte lessicali, nel calibrare le sonorità e il ritmo dei versi, Franco Pucci è un poeta che sa commuovere e conquistare il lettore. Uno stile asciutto, moderno e di grande impatto emotivo, dove la poesia si fa specchio dell'anima, intima rivelazione che fa affiorare limpide visioni del mondo, momenti di schietta verità e consapevolezza di un'esistenza complessa.
Pucci crea immagini efficaci, quasi a stabilire un legame visivo con i versi. E' un fluire maturo, immerso nei sentimenti, dove la forza creativa delinea una scrittura in costante evoluzione.


Gli autori Liber@rte

mercoledì 17 luglio 2013

Disilluse illusioni di un'anima borderline

Dapprima la pece, il nulla senza fiato
poi un big bang di accecante fragore
tsunami di polvere, cenere e sabbia
rimane tra i denti in un amore venale.

-occhi alieni, becchi di famelici corvi
attendono la soluzione del contratto-

Incosciente allineato ai telematici fili
di nuove generazioni genuflesse ai bit
o canuto irriverente restio al richiamo
delle sirene della cecità della ragione?

-la luce dei tuoi occhi è il mio risveglio
è la ragione stessa delle mie certezze-


Il nulla della pece ingoia le disillusioni.

domenica 14 luglio 2013

Fragile (reloaded)

Calzini indecisi abbarbicati sugli stinchi
sfuggiti nottetempo a lacci anarchici
affiorano da scarpe di vernice dimenticata.
Mento sulle ginocchia strette nell'abbraccio
di calzoni troppo corti da cedere al tempo
-sguardo perso alle nuvole color porpora-

L’immagine riflessa nella laguna mi coglie
lascio il clamore e il brusio alle spalle mentre
la gente sul Corso trascina la finta allegria.
Nulla è cambiato, stesso sguardo al tramonto,
stessa voglia di sogni e voli ad occhi aperti
-ingenuo desiderio di nascondere l’insicurezza-

Non fosse altro che per quel paio di calzoni corti
dimenticati dal tempo, appesi tra spine e more,
che il diaframma cadrebbe sciogliendo la neve
e sarei finalmente libero di vivere la mia fragilità.

mercoledì 3 luglio 2013

Cuore di paglia (a broken midnight)


Nel cartoccio di carta-paglia strinata
macchiato e scolorito da lune imbolsite
infilo straccetti di illusioni abbrustolite
che s’affastellano come patatine fritte.

-ho coscienza del buio che sopraggiunge-

Scivolo sui piani paralleli che delimitano
l’irreale confine tra sogno e realtà, poi
le nocche illividite s’imporporano, stringo
tra i pugni schegge di stelle ammutolite.

Non ho più cuore per andare oltre, allora
sbriciolo questa falsa notte in frantumi,
m’acconcio nel cartoccio di carta-paglia
e vivo, per non morire nel lasciarsi vivere.


-spaventapasseri orfano della sua luna-