crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

sabato 14 novembre 2015

Mattanza (quale Dio?)

Quale Dio? -nel nome di quale Dio-
s’è spenta la luce nella vostra anima?

Quale bestemmia è l’oro che premia
la morte nei cuori, nelle vostre mani?

Quale fede distorta è valore assoluto
che misconosce il disprezzo umano?

Quale cielo infine è grembo complice
che vi assolve dopo l’orrida mattanza?

Quale Dio?

In nome di Dio.

venerdì 13 novembre 2015

Ti porto al mare

Stasera ti porto al mare
dai, véstiti d’autunno
che il mare d’inverno
beffa le ciglia, trascolora.

Una foglia di platano
dondola nel canale
vieni, la laguna gioca
e spettina l’onda ribelle.

Briciole di luna sul seno
a piedi nudi, ricordi?
Noi e le risate di sera
noi e l’amore sfrontato.

Al mare.


giovedì 12 novembre 2015

vanessa: Ascoltando l’arte, l’amante

vanessa: Ascoltando l’arte, l’amante: Ma che ne sai tu che hai bruciato il tempo  -mentre guidavi i tuoi anni a velocità folle- pugni in tasca e orgoglio da qualche parte,  ...

martedì 10 novembre 2015

Ho provato sai (troppa nebbia tra le dita)

[la tenevo tra le dita come una volta
mi sorprendo di saperlo fare ancora
un moto di tenerezza -l’ho guardata-
poi ho violato il bianco di quel foglio]

Ho provato sai
a credere che ancora la magia di un tempo tornasse,
che facesse scorrere la matita senza indugi e intoppi
ma il campanile sul corso impazza oh Dio fermatelo!
I rintocchi inseguono la grafite -s’è impastata- piove?

Avrei voluto dirti sai
che l’emozione l’avresti trovata tra i miei chiaroscuri,
le mie volute -le mie fughe- nei soqquadri degli spazi.
Albeggia, sono tornato alla tastiera -ho perso ancora-
guardo il foglio no, non mi riconosco in questo cielo!

C'è nebbia fuori e piove tra le dita -mare tra le ciglia-

lunedì 9 novembre 2015

Zoppia di un tempo diverso (asincronia d’amore)

la ruvida astratta nostalgia 
di un tempo diverso
mai vissuto -mai respirato-
è carta vetrata

di quel tempo disegnato
sulle punta delle dita
di profumati -aspri colori-
è tela violentata

del blu di quelle labbra
rapite alle more -alle spine-
di quei passi di danza
è ritmo diseguale

di quel tempo impari
è rimasta solo la zoppia
di un cuore -un respiro-
è asincronia d’amore

e il tuo tic-tac sull’anima
nello scorrere delle ore aliene

*opera di Vladimir Kush

mercoledì 4 novembre 2015

Brogliaccio d’amore e poesia

Scorre la laguna sui finestrini -come sempre-
i pensieri seguono traiettorie ormai consuete -ti penso-
Incido sul vetro la malinconia di questi versi
graffio con le unghie un desiderio di libertà -non ho ali-

Lascio alle mie spalle quattro camici bianchi
mille tuffi al cuore e un pugno di speranze -mai dome-
In una sorta di “sliding doors” entro ed esco
perso nella stanza degli specchi al luna park della vita.

Non è primavera anima irrequieta, gli spifferi
della disillusione ti aspettano, dietro la prossima porta.
Presto sarà Natale e un rocchetto di refe rossa
sarà compagno dell’ago che suturerà le ferite novelle.

Nell'atelier di un improbabile designer di ali
forse troverò le piume acconcie per il mio volo agognato.
In un fermo immagine questa corriera sfiancata
m’appare simile alla mia anima nuda -alla tua mercé-

Prendo nota. Ho straziato le unghie sul finestrino
ma lo scorrere del tempo sulla laguna irride il desiderio.
Non posso volare, non c’è spazio sulla schiena
solo il sogno tatuato tra un punto e l’altro -chimera-

L’alzavola straniera litiga il posto sulla barena, ma
è tardi anche per volare mi fermo qui -e sogno fiordalisi-

La corriera va. Tra i campi di grano.


domenica 1 novembre 2015

Fiaba di un poeta folle (la fine)

il poeta la cercò all'inizio dell’infinito

[ma l’inizio dell’infinito ha due porte
due campanelli due toppe da infilare
due opportunità di irridere la morte
cieli diversi d’amare o bestemmiare]

così il menestrello sbeffeggiò l’aedo
quando il poeta misurò il suo dolore
e nel castello l’argento fu verderame
e nel fossato i cuori degli amori finiti

ora la luna mi sorride senza inganni
ora ti posso narrare come poeta folle
ora ho la licenza d’amare come vuoi
ora ho l’età e posso scegliere la toppa

ora ho la chiave -il castello s’è sciolto-  

[ma l’inizio dell’infinito ha due porte
due campanelli due toppe da infilare
due opportunità di irridere la morte
cieli diversi d’amare o bestemmiare]

ora non ha la poesia -il poeta impazzì-