crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

lunedì 11 luglio 2016

Dio, ma è già domani?

Se riesco a dipanare questo filo sudato
-indolente e appiccicaticcio- dei ricordi 
forse riesco ad avvolgerne la matassa.

(la memoria ormai è come una vecchia
scatola di latta orfana dei suoi biscotti
e le date sono biglie di vetro impazzite)

Non voglio dedicare terzine senza fiato
a chi da troppo tempo lotta con la vita
a chi pretende il domani serenamente.

(la memoria è una giara di terracotta
cassa armonica di serenate cristalline
e i versi danzano l’amore nota su nota)

A te che ogni volta stupisci l’almanacco
e che regali sorrisi dolcissimi nel dolore
a te -anima mia- regalo questo respiro.

Dio, ma è già domani? Auguri. 


venerdì 8 luglio 2016

Quattro chiacchiere con un’amica

Amica mia, saggia poesia.
Il vento è calato ed è sopraggiunta la vita
-vorace ha fagocitato gli ultimi refoli ribelli-
il cuore sta disegnando graffiti sull'anima
ora ho un arcobaleno di emozioni spray.

Amica mia, dolcissima poesia.
Il racconto è affogato nel bianco del foglio
-parole danzano sui bordi restie ai richiami-
piccole gocce di sudore imperlano i versi
lo tsunami non risparmia gli argini dell’età.

Amica mia, malinconica poesia.
Sorridimi, per te ho in serbo surreali viaggi
-calette di bianchissima rena da scoprire-
quartine d’amore rubate al mare geloso
e fantasmagoriche pièce su un palco lunare.

Amica mia, intristita poesia.
Non temere la vita non ha impaurito il fiato
-forse ha scompigliato la neve tra i capelli-
sai m’è rimasto abbastanza colore nelle dita
e stasera la tastiera è penna d’oca e calamaio.

Prima che la vita se ne accorga.

°lips- opera di Dagorov

domenica 3 luglio 2016

Sogno di una notte di mezza estate?

È un affastellarsi di immagini
frammenti -emozioni rarefatte-
e i ricordi appisolati nell’anima
son tenere spigolature di sorrisi.

È quanto questa estate (finalmente)
-che ha messo all’incanto i capricci
e gli ardori di un’abortita primavera-
offre alle note dolenti del mio canto.

Eppure sei qui di nuovo, mi sorridi
non ho motivo di intristire la notte
i miei versi son batter d’ali di farfalla
ma non sono uragano tra grattacieli.

E così scrivo, di nuovo faticosamente
dirti che le notti sono state preghiera
laica ansietà, inquietudine alla sorte
speranza alla fine riaccesa negli occhi.

È sogno di una notte di mezza estate?
-sull’assito una malinconia di stelle
incorona la scenografia del desiderio-
ma recito, stanotte il sogno è solo mio.

Come sempre, sul tuo seno.

E volerò.


domenica 19 giugno 2016

Di mani piccole, bugie -disperse poesie-

“ho mani troppo piccole, vuote di parole
han colto troppe lacrime essiccate al sole
hanno dipinto angeli con ali d’aquilone
e han diretto il coro dell’ultima canzone”

Ho passato la notte a interrogare le mani
queste mie assurde appendici dell’anima
piccole -ma vetuste ormai nel disincanto-
orfane di voci bastanti a celarne il pianto.

Sai, ormai le parole rifuggono dalle dita
non vogliono essere complici di misfatti
e gli occhi afoni di immagini e metafore
versano lacrime di rancida gommapane.

“ho mani ormai sfinite d’inseguir poesie
han teso tante trappole nel contar bugie
hanno alienato l’oro per truccare versi
accarezzato invano cieli ormai dispersi” 

Sarà poi colpa delle mani?  


martedì 14 giugno 2016

Fermoimmagine

Spesso ho violentato tasti e manopole
avvolgendo e riavvolgendo la pellicola
nella frenetica ricerca di un’immagine
di un’istantanea -del sorriso della vita-

Spesso ho sfogliato l’album dei ricordi,
ne ho scollato vecchie fotografie -icone-
flash di un passato colto nei tuoi occhi
ma inchiodato su un anonimo cartone.

Ora so.

Ora so quanto inutile fosse quell'assillo
quell'ostinarsi a setacciare nell'archivio
la vita gioca a nascondarello col tempo,
se sai cogliere l’attimo, eterni il sorriso.

Click.


venerdì 10 giugno 2016

Tra le crepe del silenzio

Bambole allucinate, fragole accese
e poi voli di nottole orbe e riottose.
Assurda performance di un passato
che tenace non vuole uscir di scena!

Ora è filtrato (acrobata vermiforme
che attraversa con irridente facilità
le crepe del silenzio antico e coatto)
ho poche forze, che fare lo affronto?

-mi infilo nel suo spazio-

Si sta bene in questo silenzio accorto
il tempo scorre ovattato, senza fretta
ma so che la situazione è provvisoria
non durerà a lungo devo andarmene.

-innanzi che il passato sigilli le crepe-

(ho poche gambe, dammi una mano)


martedì 7 giugno 2016

Post-it

Terza costola a sinistra
sotto al cuore -giallo-
come foglia d’autunno
un urlo ricorda -rosso-

Il tuo nome.

Volevo un tattoo -cobalto-
ma Crono è insaziabile
ha fagocitato l’anima
e il tratto s’è spento -grigio-

Tenace, abbarbicato.

Nero di seppia indelebile
muta l’azzurro del cielo
incide il giallo della foglia
e sollecita la memoria.

Terza costola a sinistra
sotto al cuore. Uno strappo.

Il mio post-it arcobaleno.

Tu.