crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

venerdì 20 gennaio 2017

Famelico amore

È stato il vento, un fortunale improvviso
forse un maestrale incattivito dai ricordi?
Veloce, violento nel suo spazzare l’anima
ha stralunato i sospiri, allibito i pensieri.

È stato il vento che scoperchiando il vaso
donò cenno d’intesa a Pandora assopita?
Eppure nell’otre di cuoio del progenitore
ebbe fratelli in egual misura amati e cari.

Forse fu rabbia o forse fame d’amore.

Questa fu la visione allo scemar del sonno
che mi colse all’addiaccio scalzo sull’assito
lo strabuzzar degli occhi pittava coi colori
fantasie di amori esplosi e mai ricomposti.

Ohi come sbatte sul canterano dei ricordi
rivoltandone i tiretti spazzando gli album
e in quel turbinare di logore icone amanti
mi ritrovai ad inseguire un sogno canuto.

Fantasia di un amor famelico deflagrante
-ma ho tra le dita una tavolozza di laguna-

La fame si calmerà?

Se mai.

domenica 8 gennaio 2017

Un fiore e un sorriso

Ho un davanzale cosparso di briciole
-avanzi di ore licenziose, obnubilate-
in attesa di qualche passero tiratardi
o di qualche gabbiano mistificatore.

Una tavola imbandita?

Svegliarmi e trovare il marmo spoglio
-bianco sudario a cui affidare il sorriso-
le labbra anelanti un vento straniero
che lasci spazio a un fiore taumaturgo.

Una tela immacolata?

Un viola immaturo di more sottobosco
-agro sapore malgrado il sole generoso-
mi aspetta mentre stempero il dolore
dei versi vuoti dell’amaranto della rosa.

Un sogno di cuore vespertino.


sabato 24 dicembre 2016

La sottrazione dei pani e dei pesci

Dio, dove sei?

Sento l’urlo fin dentro me
urlo che scassa il petto
il torace è una discarica
di pietre riarse dalle bombe
dall’odio mentecatto
e concupiscente dell’uomo.

Uomo, dove sei?

Aleppo l’ho letta e straziata
negli occhi dei bambini
e il terrore che traspariva
in quelle pupille lacerate
da quell’orrore inspiegabile
m’ha gelato vene e parole.

Hai sottratto la vita
moltiplicando l’odio.

I conti non tornano.


domenica 18 dicembre 2016

L’aquilone in minigonna fucsia

È stato un bel viaggio.

Fu assai semplice, più del previsto,
bucare le soffici nuvole Biancaneve
-forse i sette nani furono distratti-
dall'aquilone in minigonna fucsia.

Eh sì, c’era voluta tanta carta velina
-arricciata sulle esili stecche di balsa-
anelli di colori impazienti -incatenati-
quasi coda di cucciolo in attesa felice.

Così, quando insieme lo inforcammo
fu spontaneo per noi alienare il molo
-gli occhi rapiti dall'approdo lontano-
che mai avremmo sognato così vicino.

Si volò nonostante il fragile equilibrio
-mentre la coda sferzava felice il blu-
Crono fu distolto dal fucsia malizioso
e noi beffammo le Parche in ambasce.

È stato davvero un bel viaggio -io e te-
a cavalcioni su quello strambo aquilone
che la nostra fantasia volle così audace,
giocoso ancorché ammantato d’astuzia.

Selene -in minigonna fucsia- ci sorride
parcheggiammo l’aquilone lassù….ieri?