Acquerello 22 x 30 -inchiostri Ecoline su cartoncino-
crepuscolare intesa tra versi e immagini.
domenica 29 gennaio 2017
mercoledì 25 gennaio 2017
Decomposizione finale
[falci -parentesi- apprensive ipotesi alate
chiosate su uno spartito azzurro ipocrita]
Quella falce bianca e nera lassù si inclina
una folle parabola il tuffo nella bambagia
che un cielo sbrindellato ha abbandonato
-lacerti bianchi, stelle filanti nel turchino-
Conosco queste esibizioni, la mano esige
un sospiro -tempo
per riflettere il segno-
per stemperare l’ansia, l’amore sul foglio
e fermare l’attimo di quel colore volubile.
[le parentesi lassù racchiudono il dolore
-falci ingorde si tuffano nel verde laguna-]
Vorrei rubare quel tuo sorriso in un flash
-ma la tenerezza ha ormai chiome nivee-
nella mia tavolozza v’è solo nero seppia
e il rosa ha sapore antico di amore perso.
Guardo il cielo lassù -il capitombolo urla-
una falce ardita ora ha lacerato l’azzurro
mi ricorda che nell’amore ci vuole cuore.
Come ricomporre un’idea di tranquillità?
[è una pista quadrata, e sul palcoscenico
della vita il mio volo senza ali è schianto]
I colori non consolano è decomposizione?
È una parentesi.
venerdì 20 gennaio 2017
Famelico amore
È stato il vento, un fortunale improvviso
forse un maestrale incattivito dai ricordi?
Veloce, violento nel suo spazzare l’anima
ha stralunato i sospiri, allibito i pensieri.
È stato il vento che scoperchiando il vaso
donò cenno d’intesa a Pandora assopita?
Eppure nell’otre di cuoio del progenitore
ebbe fratelli in egual misura amati e cari.
Forse fu rabbia o forse fame d’amore.
Questa fu la visione allo scemar del sonno
che mi colse all’addiaccio scalzo sull’assito
lo strabuzzar degli occhi pittava coi colori
fantasie di amori esplosi e mai ricomposti.
Ohi come sbatte sul canterano dei ricordi
rivoltandone i tiretti spazzando gli album
e in quel turbinare di logore icone amanti
mi ritrovai ad inseguire un sogno canuto.
Fantasia di un amor famelico deflagrante
-ma ho tra le dita una tavolozza di laguna-
La fame si calmerà?
Se mai.
giovedì 19 gennaio 2017
giovedì 12 gennaio 2017
domenica 8 gennaio 2017
Un fiore e un sorriso
Ho un davanzale cosparso di briciole
-avanzi di ore licenziose, obnubilate-
in attesa di qualche passero tiratardi
o di qualche gabbiano mistificatore.
Una tavola imbandita?
Svegliarmi e trovare il marmo spoglio
-bianco sudario a cui affidare il sorriso-
le labbra anelanti un vento straniero
che lasci spazio a un fiore taumaturgo.
Una tela immacolata?
Un viola immaturo di more sottobosco
-agro sapore malgrado il sole generoso-
mi aspetta mentre stempero il dolore
dei versi vuoti dell’amaranto della rosa.
Un sogno di cuore vespertino.
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