crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

lunedì 6 febbraio 2017

No.

Ho sognato che cadevo nel vuoto.

È in queste notti orfane di luna arancio
che la tela non ha l’allegria d’acquerello
ma il cobalto della volta celeste barcolla
vira in nero pece che spaurisce l’anima.

Ho sognato che cantavo senza voce.

Sai ho visto il dolore, conosco la paura
il groppo in gola che non t’abbandona
e non vale metterlo all’incanto nei ceri
Crono affamato è scaccino inesorabile.

Ho sognato la solitudine dello scoglio.

E poi cercare le nostre orme sulla rena.
Se il mare rifiuta l’abbraccio della riva
e ritira il suo respiro orfano della luna
potrei forse seguitare il nostro viaggio.

No.




Babele o cara

21x30 -tecnica mista- acrilici, acquerelli e matite su cartoncino

martedì 31 gennaio 2017

Ho vissuto cantando (memories)

oh vita matrigna/dalla larga sottana/
vita strozzina/di cambiali da puttana/
quel che hai dato/interessi esagerati/
non t’eccitare/col sangue li ho pagati

Dicono avessi una bella voce giovane
perché mai ho inanellato note bolse?
Non ho più chitarra e dita per accordi
sfumati tra spartiti e notti senza lune.

Vorrei raccontarti ancora fole allegre
con l’innocente incoscienza del bimbo
che non ha mai voluto donare al vento
il suo nido sull’aquilone della fantasia.

oh vita matrigna/dalla larga sottana/
vita strozzina/di cambiali da puttana/
quel che hai dato/interessi esagerati/
non t’eccitare/col sangue li ho pagati

È un mantra ancora canto nonostante
quel tuo sorriso sulle mie note canute
racconti come il tempo benevolmente
abbia celato alla vita l’ultimo spartito.

Ho pochi spiccioli di cuore indolente
da dedicare al canto -le ultime note-
vorrei che fosse duetto, un’esibizione
da applausi e che la vita rosichi pure.

Nota su nota a squarciagola. Ancora.

Io e te.

mercoledì 25 gennaio 2017

Decomposizione finale

[falci -parentesi- apprensive ipotesi alate
chiosate su uno spartito azzurro ipocrita]

Quella falce bianca e nera lassù si inclina
una folle parabola il tuffo nella bambagia
che un cielo sbrindellato ha abbandonato
-lacerti bianchi, stelle filanti nel turchino-

Conosco queste esibizioni, la mano esige
un sospiro  -tempo per riflettere il segno-
per stemperare l’ansia, l’amore sul foglio
e fermare l’attimo di quel colore volubile.

[le parentesi lassù racchiudono il dolore
-falci ingorde si tuffano nel verde laguna-]

Vorrei rubare quel tuo sorriso in un flash
-ma la tenerezza ha ormai chiome nivee-
nella mia tavolozza v’è solo nero seppia
e il rosa ha sapore antico di amore perso.

Guardo il cielo lassù -il capitombolo urla-
una falce ardita ora ha lacerato l’azzurro
mi ricorda che nell’amore ci vuole cuore.
Come ricomporre un’idea di tranquillità?

[è una pista quadrata, e sul palcoscenico
della vita il mio volo senza ali è schianto]

I colori non consolano è decomposizione?

È una parentesi.

Decomposizione finale

Olio e acrilico su sughero -cm.35 x 45-