crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

venerdì 19 maggio 2017

*Lapis much fa spegash

La notte stiracchia le stelle.

Ho passato una vita a raccogliere appunti dappertutto,
ovunque vi fosse una briciola di spazio su cui annotare,
aggiornare il diario del mio errante viaggio di nomade.

Poi il primo inciampo, la matita che si sbriciola in mano
l’anima ti nega il sia pur piccolo anfratto su cui scrivere
il cuore che latita inseguendo chimere di venti stranieri.

Fuori minaccia temporale.

Vorrei una finestra aperta sul futuro -limpidi occhi azzurri-
ma hai comprato infissi di vile legno dal Geppetto di turno
che ti ha beffato come un qualsiasi Cananeo miscredente.

Sono rimasto con un legnetto inutile tra le dita e un groppo
di ricordi, ritardi da raccontare -ma sono solo sgorbi ormai-
e mi affaccio alla notte mentre diluvia e non ho inchiostro.

*Lapis much fa spegash

Le stelle ora sono degli sgorbi iridescenti che fuggono ad est
il vento è brezza che viene dal mare, Aurora pudica si riveste
la finestra non si apre, sprimaccio l’anima e lì mi accoccolo.

Spesso la vita non è che uno sgorbio di matita spuntata.

Chissenefrega ho la gomma, io.

*la matita spuntata fa sgorbi (vernacolo milanese)

immagine da web

domenica 14 maggio 2017

C’era una volta Poesia

Eri nel mio cuore -spina dolorosa- e poi
svanita nel nulla della matura ragione
e dalla antica consuetudine di un amore.

-atteso accanto-

Paure ancestrali, indecenti maldicenze
-congiunzioni astrali, battiti condivisi-
poi sorrisi incatenati a una massa di bit.

Parole e sospiri che graffiarono la rena
-ora fagocitate per sempre dal mare-
la marea ne ha cancellato le impronte.

-restano i versi-

Con te accanto, Poesia scriverei versi
ma tu amante mia di disperato amore
te ne sei andata senza abbracciarmi.

-c’era una volta Poesia-

Tu, mia Musa tornami ancora nel cuore
sarà dolore ma i versi scorreranno liberi
e la gabbia che li costringe si spezzerà.

-oh mio canuto Peter Pan-

Rinnovato incanto di un volo temerario
ancora sorriderò tra un battito e l’altro
e tu -mia Musa- guiderai la mia mano.

-sarà sereno l’approdo-

Qui.

venerdì 12 maggio 2017

Incompiuta età (noi, anime borderline)

[Ancora compitar dei miei andati lustri
se quelli attesi paiono anguille al laccio?
Cos’altro disegnar coi miei colori accesi
se tele come lacerti di Salomè discinte?]

(stranito cielo)

Mi osserva come amante -disillusa poesia-
incerto se lasciarmi tra le coltri della notte
o straziarmi gli occhi con la beltà d’Aurora.

(aspettami)

Tu, nera Signora anche stavolta hai atteso
con la sottana sollevata -vecchia puttana-
ma non hai ancora incassato il mio debito.

(mentre io)

Seguo le improbabili e ardite volute di ali
-lassù tra l’ardesia e la mica color argento-
e le rondini che beffano gabbiani arrochiti.

[Vivo così, tra l’azzurro e il cinerino cielo
il rosso dell’amore e la speranza nei versi
con il cuore -incerto bambino incanutito-
indeciso se compitare o resettare il tempo]

In bilico, al confine tra il sogno e la realtà.


domenica 30 aprile 2017

Ad occhi chiusi

“Se devi credere ai demoni notturni
troverai albe leviatane ad attenderti.
Se devi accendere ceri alla speranza
ricordati che lucignolo arde in fretta.”

Quant’è meglio sai un ossuto bastone
-di quelli di solido legno al comando-
le tue braccia martoriate comunque
reggeranno il volo nell’ignoto atteso.

Potrei abituarmi al piacere del buio
vasta distesa del niente dove il tutto
spazia senza confini e lascia a terra
rimpianti, amori -stanche vestigia-

Ad occhi chiusi accetterei quel salto
adagiato sul tuo sorriso senza paura
m’inoltrerei lungo quel viale scabro
decifrando il sussulto dei tuoi seni.

“Se credi alla magia delle eteree ali
cerca tra aurore discinte l’efebo sole
ma se accendi il cero della speranza
non scordarti il pegno allo scaccino.”

Sbrigati allora, che il buio scalpita.

* immagine da web elaborata

venerdì 21 aprile 2017

Aglio, olio e peperoncino -il sapore della vita-

Aglio olio e peperoncino -tracce salate sulle labbra-
non lo sapevi che i ricordi lasciano sapori e sospiri?

Guardami stasera mentre al tuo fianco m’accoccolo
come un pulcino bagnato dopo un tuffo nel passato
e un sorriso ebete stampato negli occhi mi dipinge.

Guardami mentre le dita annaspano l’aria -cercano-
i pochi spiccioli di vitalità che giusto i sogni donano
stringimi a te nonostante la vita ci metta all'angolo.

La luna stravolta di questa notte d’Aprile ingiurioso
è un piatto sporco stanco d’avanzi di stagioni scotte
e il desco è orfano della tovaglia ricamata di stelle.

Abbracciami allora mentre come un pilota navigato
invento una rotta che ci porti all'unisono al nirvana
e abile chef t’imbandisco una favola ricca di spirito.

Aglio, olio e peperoncino? Ha ancora sapore la vita…

*immagine da web

giovedì 30 marzo 2017

Opium

Tempo.

Sgattaiola lesto dalle dita
come ladro smaliziato
in una notte senza luna.

Filtra sinuoso dalle nocche
come irresistibile danza
di procace odalisca discinta.

Ancora un sorriso, un respiro
sì, ne godo di soppiatto
lo rubo alla vita, spudorato.

Onirico ora mi attraversa
-la tua schiena tra i papaveri-
è canto per le mie labbra.

È tempo.

Laceri il cielo -mantide golosa-
mentre il mio respiro, ratto
si aggrappa unisono al tuo urlo.

Brandelli d’azzurro tra le dita
-sorridi al nuovo cielo-
il sogno è una vampa rossa.

Furtivo raccolgo papaveri
-ne farò un racconto-
stempero amore tra le nuvole.

Io drogato di tempo -di attimi-
sento i versi pulsare, poi
l’incipit è nei lacerti di cielo.

Opium.

Opium
Acrilico su tela
60 x 120