crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

mercoledì 20 marzo 2019

Pochi istanti fa


Eppure poco tempo fa mi sorridevi tra i versi discinti
tu, Musa referente delle mie infantili fughe dal tempo.

-ma ho il cuore a spigoli-

Mi chiedi quando
avrò bastante azzurro tra le dita per dipingere un cuore
senza le aritmie o frenetiche rincorse a ricordi bambini,
sfregando con ansietà immaginarie lampade di Aladino
sottratte di nascosto alle pieghe di una notte senza luna.

-ma il cuore spigola-

Mi chiedi conto
di una vita trasognata attraversata da fantastiche visioni
viaggi nel tempo dondolato sul tuo seno -comodo sedile-
di un treno passato e perso per ignavia e superba accidia,
dei biglietti giocati e persi sui marciapiedi della fantasia.

-pochi istanti fa-

Mi sono reso conto
che il sogno non può protrarsi oltre nella mia dicotomia
che dovrò accettare l’ondivago estro che nega la ragione
che senza di te -poesia- anche i pennelli tristi scolorano
che la vita è una tela bianca e che viverla è il capolavoro.

Fino a quando non la imbratti.

Provaci.



"Change"

Acrilico, pennarelli e inchiostri
su cartoncino 35 x 50

lunedì 19 novembre 2018

È solo una fotografia


È solo una fotografia, un fermo-immagine
una emozione, un ennesimo ruffiano click
o forse il compiacente silenzio dell’insonnia
m’ha coinvolto, ha rotto gli argini? Sorrido.

-ora l’urlo del gabbiano in amore s’attenua
e m’appare rantolo di madre inconsolabile-

È solo un caso questo incontro inaspettato,
un sobbalzo al cuore da tempo insonnolito,
un identificarsi nell’atto d’amore universale
o piuttosto una istintiva voglia di raccontare?

-questa notte mi scopre eterno vagabondo
navigar le pieghe di un elettronico lenzuolo-

Così ti ho visto, gli occhi lucidi nell’abbraccio,
affiorare spaurito -seppur chetato- dall’acqua
come piccolo guerriero rompere l’odioso muro
che l’uomo innalza per la paura d’esser uomo.

-parole come ciocie in un angolo dimenticate
mie logore poesie, puttane dal cuore di burro-

È solo una fotografia, mi sono detto.

Solo?

"Piccolo migrante"
Acrilico su lino 50 x 50

martedì 2 ottobre 2018

Sussurri


Niente da obiettare.
La notte -sai- mi è interessata amica
tra il velo della tenda e l’indifferenza del vetro
racconta lo sguardo e il respiro di un gabbiano asmatico.

Niente da ricordare.
Rumori e dolori si acquietano nella calle
l’atmosfera ovattata inganna i sensi e scrivo fole
tu riposi ignara del mio picchiettare immaginifico sui tasti.

Tutto da dimenticare.
Questa mia ansia che rinnega il tuo cuscino
questa mia ripulsa di una età che talora ci punisce
questo mio ingenuo attendere risposte da stanche poesie.

-ma tu dormi-

Sussurro.

venerdì 14 settembre 2018

Raggio di luna, onirica migrante dell’anima


“che ne sai dell’attesa che uccide mentre il ventre reclama?”

Eppure avrei germogli da regalare alla tua terra inaridita,
avrei figli che non potresti disconoscere senza vergogna
saprei anche impadronirmi di questi versi nati prematuri
dal ventre di un poeta che s’aggrappa ai sogni per vivere.

“che ne sai della pece che t’avvolge quando guardi il mare?”

Ti rispondo onirica figlia di Selene -sogno ad occhi aperti-
forse la coscienza dei miei limiti, della mia passata ignavia
spingono a dipingerti così come ti vedo senza falsi pudori
e uccido la pece del mare nelle mie notti bianche di calce.

“una tela non lava la pece del tuo mare, anima inquieta!”

Lo so.

"Moonlight" -Acrlico su tela 30x40-

venerdì 31 agosto 2018

Quella tua caparbia volontà di vivere -insegnami-


E ti osservo.
Il tuo frenetico agitare il respiro per placare il seno
il tuo rimproverare anche sofferenti, mani stanche
i tuoi occhi raccontare il coraggio nel lampo deciso.

E mi osservo.
Incapace di cancellare questa mia abulia dalle voglie
indeciso se castigare l’anima per destarla o celiarmi
stupire che la tenerezza sciolga finalmente il tremito.

E allora insegnami.
Insegnami a coartare l’ignavia alla volontà, all’amore
insegnami a guardare il domani come fosse un figlio
a stupirmi dell’aurora che sbianca la pece delle notti.

E allora regalami.
La tua innata e sfacciata caparbietà di vivere il sorriso
-quel tempo che oggi ti provoca e ti chiama alla prova-
ne farò poesia da dedicare alla vita, cuore magnanimo.

E della paura non ci sarà memoria.

* foto da web