crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

venerdì 19 giugno 2020

Ciabatte di pezza


Ciabatte di pezza

Le ciabatte squittiscono sul pavimento fradicio d’umidità
-pantegane riottose al minimo azzardar d’un timido passo-
in fuga verso il canale affogheranno l’ultimo refolo d’estro.

Il grigio, bambagia pittata di livida luce fora i vetri, soffoca
gli aneliti di una volontà coartata tra gli anfratti dell’anima
fatico sino al foglio, controllo scorrerie sulla tastiera, scrivo?

Pensieri come cioce di pezza.

Sfondati, rattoppati alla bell’e meglio. Provo a ricucire. Ago.
Il refe di questo tempo coatto m’aiuta, riesco a dar loro vita
incolonno i concetti, tralascio rime e versi convulsi. Scrivo!

Dinanzi al mio stupore un gabbiano solitario strozza il grido,
i pescatori animano la calle, rumori, odori, intercalar di toni
m’avvisano che è tempo ormai di contare, parlar di Maggio.

Quasi fosse Novembre dell’anima.

venerdì 14 giugno 2019

Se fossi plastica mi riciclerei


Se fossi plastica mi troveresti nella differenziata


o sulla rena ad avvelenar granchi e bagnanti, poi
l’onda insipiente mi rapirebbe per fuggir altrove
a sparger altre venefiche molecole di eterno odio.

Se fossi plastica altro non patirebbe il mio cuore
ora che abita conficcata nel mio petto e sollecita
battiti regolari alla luna, abusato disco monouso
che l’umanità occhieggia come discarica ventura.

Se fossi plastica, infine, cesserei di violentar versi
guarderei innamorato ogni inutile orpello umano
chiamandolo per nome -quasi madre dei Gracchi-
e reciterei così l’ennesimo insulto a madre natura.

Se fossi plastica mi riciclerei. Mi riconosceresti?

Forse servirebbe un altro mondo.

mercoledì 20 marzo 2019

Pochi istanti fa


Eppure poco tempo fa mi sorridevi tra i versi discinti
tu, Musa referente delle mie infantili fughe dal tempo.

-ma ho il cuore a spigoli-

Mi chiedi quando
avrò bastante azzurro tra le dita per dipingere un cuore
senza le aritmie o frenetiche rincorse a ricordi bambini,
sfregando con ansietà immaginarie lampade di Aladino
sottratte di nascosto alle pieghe di una notte senza luna.

-ma il cuore spigola-

Mi chiedi conto
di una vita trasognata attraversata da fantastiche visioni
viaggi nel tempo dondolato sul tuo seno -comodo sedile-
di un treno passato e perso per ignavia e superba accidia,
dei biglietti giocati e persi sui marciapiedi della fantasia.

-pochi istanti fa-

Mi sono reso conto
che il sogno non può protrarsi oltre nella mia dicotomia
che dovrò accettare l’ondivago estro che nega la ragione
che senza di te -poesia- anche i pennelli tristi scolorano
che la vita è una tela bianca e che viverla è il capolavoro.

Fino a quando non la imbratti.

Provaci.



"Change"

Acrilico, pennarelli e inchiostri
su cartoncino 35 x 50

lunedì 19 novembre 2018

È solo una fotografia


È solo una fotografia, un fermo-immagine
una emozione, un ennesimo ruffiano click
o forse il compiacente silenzio dell’insonnia
m’ha coinvolto, ha rotto gli argini? Sorrido.

-ora l’urlo del gabbiano in amore s’attenua
e m’appare rantolo di madre inconsolabile-

È solo un caso questo incontro inaspettato,
un sobbalzo al cuore da tempo insonnolito,
un identificarsi nell’atto d’amore universale
o piuttosto una istintiva voglia di raccontare?

-questa notte mi scopre eterno vagabondo
navigar le pieghe di un elettronico lenzuolo-

Così ti ho visto, gli occhi lucidi nell’abbraccio,
affiorare spaurito -seppur chetato- dall’acqua
come piccolo guerriero rompere l’odioso muro
che l’uomo innalza per la paura d’esser uomo.

-parole come ciocie in un angolo dimenticate
mie logore poesie, puttane dal cuore di burro-

È solo una fotografia, mi sono detto.

Solo?

"Piccolo migrante"
Acrilico su lino 50 x 50