crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

mercoledì 29 febbraio 2012

Di grembiuli bianchi, aghi e occhi azzurri


non ricordo il nome
di quel grembiule bianco,
sorridente

non ricordo nemmeno
se mai l’ho visto,
davvero

-arcani veli confusi alla vista-

quei vetri su croci d’acciaio
insulti di giallo veleno,
tra gli aghi

nell’azzurro meravigli
gli occhi ricordando il nome,
Anna*

-forse-

* 2005 - Day Hospital Clinica Ematologica di Padova


Nelle mani (in punta di dita)

racconto a puntate
frasi sbeccate sull’orlo,
le labbra
le anche distanti,
solo a momenti
e intese acquietate
rincorrono capoversi,
ansiose

-in punta di dita, le pieghe-

squaderno le pagine
di questo amore rilegato,
col refe
ora sigillano
dorsi intarsiati
leggo la luna calante
negli occhi giunta la fine,
chiudo

-nelle mani, gocce d’amore-

martedì 28 febbraio 2012

Nelle mani (in punta di lingua)

nel sottobosco, poi
lamponi, mirtilli
dolcezze rapite
tra labbra incatenate

e batuffoli di cielo
occhieggiano
tra il verde
riflessi d’azzurro, noi

- in punta di lingua, la tavolozza-

elfi giganti di passo lieve
tracciano scie
sulla magica tela
a ruzzoloni nella controra

-nelle mani, coppe di fragola-

lunedì 27 febbraio 2012

Nelle mani (in punta di piedi)

dietro il rovo le more
là sul greto
riflesso lunare
a mezzogiorno,  
sul seno

-in punta di piedi, le ciglia-

quadretti scozzesi
rosso e blu
cotone appeso
sui sassi ad asciugare,
il giorno

-nelle mani, il sorriso-

Nelle mani (in punta di matita)

pantaloni alla coscia
calzini bianchi
della prima comunione
una lametta da barba
e la matita tra le dita

-gli occhi di mio padre-

nelle mani in punta
il dardo di grafite
fierezza artigiana
dei quaderni tra aste
e fantasmi di lettere

la mia vita il legno
appuntito d’anima nera
la lametta incartata
nella stagnola
e l’orgoglio nel taschino

-negli occhi, mio padre-

domenica 26 febbraio 2012

Tic Tac














Volevo fare l’orologiaio,
da piccolo.

Riempivo fogli a quadretti
di minuziosi particolari.
Aurei ingranaggi filigranati,
bilancieri dispensatori
d’imparziali briciole di tempo,
ancorette guardiane.

-tic tac-

Il tempo annichilì
velocemente tra bilancieri,
ruote dentate, bariletti
e rubini, piccole gocce
di sangue incastonate
che scandiscono la vita.

La pazienza rimase,
avvitata a piccole mani.
Inconsueta dote di bimbo
che calza la fretta di vivere
e rincorre lancette dispettose
andando controcorrente.

-tic tac-

S’è fatto tardi, c’è vento.
Ho perso i fogli a quadretti
e i rubini hanno macchiato
briciole di tempo venduto.
Incastrato tra le ruote della vita
il bilanciere pulsa asincrono.

Volevo fare l’orologiaio,
da piccolo.

Pazienza.

Nero Notturno Bolero