crepuscolare intesa tra versi e immagini.

crepuscolare intesa tra versi e immagini.

domenica 30 aprile 2017

Ad occhi chiusi

“Se devi credere ai demoni notturni
troverai albe leviatane ad attenderti.
Se devi accendere ceri alla speranza
ricordati che lucignolo arde in fretta.”

Quant’è meglio sai un ossuto bastone
-di quelli di solido legno al comando-
le tue braccia martoriate comunque
reggeranno il volo nell’ignoto atteso.

Potrei abituarmi al piacere del buio
vasta distesa del niente dove il tutto
spazia senza confini e lascia a terra
rimpianti, amori -stanche vestigia-

Ad occhi chiusi accetterei quel salto
adagiato sul tuo sorriso senza paura
m’inoltrerei lungo quel viale scabro
decifrando il sussulto dei tuoi seni.

“Se credi alla magia delle eteree ali
cerca tra aurore discinte l’efebo sole
ma se accendi il cero della speranza
non scordarti il pegno allo scaccino.”

Sbrigati allora, che il buio scalpita.

* immagine da web elaborata

venerdì 21 aprile 2017

Aglio, olio e peperoncino -il sapore della vita-

Aglio olio e peperoncino -tracce salate sulle labbra-
non lo sapevi che i ricordi lasciano sapori e sospiri?

Guardami stasera mentre al tuo fianco m’accoccolo
come un pulcino bagnato dopo un tuffo nel passato
e un sorriso ebete stampato negli occhi mi dipinge.

Guardami mentre le dita annaspano l’aria -cercano-
i pochi spiccioli di vitalità che giusto i sogni donano
stringimi a te nonostante la vita ci metta all'angolo.

La luna stravolta di questa notte d’Aprile ingiurioso
è un piatto sporco stanco d’avanzi di stagioni scotte
e il desco è orfano della tovaglia ricamata di stelle.

Abbracciami allora mentre come un pilota navigato
invento una rotta che ci porti all'unisono al nirvana
e abile chef t’imbandisco una favola ricca di spirito.

Aglio, olio e peperoncino? Ha ancora sapore la vita…

*immagine da web

giovedì 30 marzo 2017

Opium

Tempo.

Sgattaiola lesto dalle dita
come ladro smaliziato
in una notte senza luna.

Filtra sinuoso dalle nocche
come irresistibile danza
di procace odalisca discinta.

Ancora un sorriso, un respiro
sì, ne godo di soppiatto
lo rubo alla vita, spudorato.

Onirico ora mi attraversa
-la tua schiena tra i papaveri-
è canto per le mie labbra.

È tempo.

Laceri il cielo -mantide golosa-
mentre il mio respiro, ratto
si aggrappa unisono al tuo urlo.

Brandelli d’azzurro tra le dita
-sorridi al nuovo cielo-
il sogno è una vampa rossa.

Furtivo raccolgo papaveri
-ne farò un racconto-
stempero amore tra le nuvole.

Io drogato di tempo -di attimi-
sento i versi pulsare, poi
l’incipit è nei lacerti di cielo.

Opium.

Opium
Acrilico su tela
60 x 120

domenica 5 marzo 2017

Tra grandi magie e piccole banalità

Ed era grande magia osservare,
-serrata tra le dita di mio padre-
quella lucente lametta d’acciaio
che appuntiva precisa e sapiente
il legno verde scuro della matita.

Lo stupore appariva sulle labbra
il sorriso rotolava nei miei occhi.
La grafite aguzzata come freccia
prendeva allora forma e dominio
-altera esibiva tutto il suo potere-

Ed è piccola banalità quotidiana
coartare il legno dall’anima nera
alla volontà di un cuore migrante
che anela il bianco di un approdo
dove incidere come fosse graffito.

Le emozioni i versi che graffiano
che riscaldano aurore anemiche,
ritornano ogni volta come allora.
È l’amore che bussa, nonostante.
-lametta d’acciaio tra le mie dita-

È la mia piccola-grande magia.

*scultura di 
Dalton Ghetti