Mi sembra d’essere sull’ottovolante.
È un altalenare inesausto di emozioni
di mere probabilità, timori inespressi.
Nei continui, estenuanti accertamenti
le disillusioni e le speranze vanificate.
[temo l’improvviso
scarto
il precipitare a
mozzafiato
del sorriso e il
fiato in gola
nello scalare l’erta,
ancora]
Mezzanotte -cedo il respiro al sonno-
per ingannare gli occhi pieni di spilli
che straziano il desiderio di serenità.
Con stupore mi sorprendo a pregare.
È una preghiera che non conosco, ma
le parole che sgorgano sono semplici,
scevre da antiche liturgie, colloquiali.
Come a un amico a cui chiedi ascolto.
Sono sull’ottovolante e parlo con Dio!